L’Italia si conferma il paese delle proroghe. L’obbligo di passare alla CIE (Carta d’Identità Elettronica) entro il 3 agosto di quest’anno è saltato. Alcuni Comuni non ce la facevano a smaltire i picchi di domanda, che in alcuni casi si sono tradotti in tre mesi di attesa. E così si è preferito rimandare la scadenza.
La scorsa settimana abbiamo dato in anteprima la notizia dell’addio a SPID, dopo aver ascoltato l’audizione di Alessio Butti alla Commissione parlamentare per la semplificazione. Le sue parole non sono equivocabili, non lasciano spazio a interpretazioni: "L’obiettivo è spegnere progressivamente SPID". La volontà del governo è
Non c’è nessun allarme. Lo diciamo subito, perché l’obiettivo è raggiungibile. Circa 8 milioni di italiani dovranno passare, in virtù del Regolamento europeo 1157/2019, alla Carta d’Identità Elettronica (CIE) entro il 3 agosto 2026, perché la carta d’identità cartacea perderà di validità dal 4 agosto 2026, in quanto non soddisfa le
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